Volumetto 6


 

CAPITOLO 1.
Le sacre carte della resurrezione
Le Saint Cards

CAPITOLO 2.
Pegasus! Attacca con rabbia!
L'attacco furioso di Seiya

CAPITOLO 3.
Combattete in nome d'Athena
Combattete per la dea Athena
 


Tomo 6: - Tatakae! Athena no motode no maki / Combattete! accanto ad Athena


- Fukkatsu no Saint Card no maki / Le Saint Card della resurrezione (p8)
- Seiya, ikari no attack! no maki / Seiya, l'attacco della rabbia (p37)
- Tatakae! Athena no motode no maki / Combattete! accanto ad Athena (p176)
 

Misty è morto. Seiya compone le sue membra sulla spiaggia e si avvicina alle false tombe dei suoi amici. Con tristezza si chiede come i suoi compagni Bronze Saints abbiano potuto farsi sconfiggere così presto... ancora ignora lo stratagemma di Mu. Il giovane Pegasus, però, ricorda bene di essere stato teletrasportato insieme ai suoi compagni e ai Black Saints. Viene quindi intrappolato da un dubbio atroce: sono veramente i Bronze Saints quelli seppelliti sotto le croci di legno?

Scava disperatamente e scopre che a morire sono stati i poveri Santi della Death Queen Island. Seiya comprende di essere stato salvato da Mu e Marin... gioisce di fronte all'evidenza: i suoi amici sono sicuramente salvi! Solo la sorte dei Black Saints lascia molto amaro in bocca, così Seiya, sentendosi in colpa, giura di vendicare la morte dei tre giovani Black, sulla tomba dei suoi avversari. "Inutile nascondersi o fuggire..." afferma Seiya. Egli sa che i compagni del Silver Saints torneranno a cercarlo, così lascia il suo personale "biglietto da visita" sul corpo del Saint di Lacerta. La Saint Card di Pegasus.

Spossato dalla battaglia contro Misty, si allontana e raggiunge una composizione rocciosa poco distante, lì si appisola. Intanto Mu e Kiki, guardando da lontano la scena di Seiya, decidono di ritornare nel Jamir.

Sul triste cimitero compare quindi Babel, compagno e amico di Misty, preoccupato dal suo ritardo. Il Silver Saint scopre con orrore che il giovane francese è morto e ad ucciderlo è stato il Saint di Pegasus (come dimostra la Saint Card trovata sul corpo dell'amico). Mentre si chiede a cosa sia dovuta questa assurda faccenda (Seiya, secondo quanto sapeva, era stato ucciso da Marin!), arriva Hyoga, attirato dal brillare incessante del cosmo di Seiya, subito spentosi dopo la grande battaglia contro Misty.

Babel rimane interdetto. Era stato proprio lui ad uccidere il Saint di Cygnus!
Hyoga afferma di non aver mai visto la faccia di Babel e gli spiega che forse è stato ingannato da qualcuno. Dopo aver preso in giro a lungo le capacità cognitive di Babel ("Come hai fatto a confondere l'oro puro con l'oro placcato?" afferma il nostro mitico allievo di Aquarius), viene attaccato dal Silver Saint che cerca di bruciare il corpo di Hyoga con il suo colpo migliore.
Il suo semplice potere di pirocinesi non può però competere con il ghiaccio eterno di Siberia. Hyoga congela le fiamme ... e poi il corpo del suo avversario, che muore quasi subito. Poco prima di spirare, Babel afferma che loro saranno comunque costretti a fuggire di fronte alla forza del Santuario, ma il Cigno lo guarda con sguardo intrepido giurando che mai nessuno di loro fuggirà di fronte ad un nemico.

Anche Hyoga lascia la sua Saint Card sul corpo dello sconfitto. Il giovane si chiede dove sia Seiya, ma trova subito una risposta: forse si sta riposando, non può di certo essere morto, si allontana quindi dal luogo dello scontro, forse in cerca dei suoi compagni ancora dispersi, Shun e Shiryu.

La scena cambia bruscamente. Dopo qualche minuto ritornano Marin, Moses e Asterion alla ricerca di Misty e Babel. Naturalmente i Silver Saints trovano i loro corpi e comprendono di essere stati ingannati da qualcuno in grado di illudere con molta facilità: le tombe contengono i cadaveri dei Black Saint!

Scoprono anche le Saint Cards... Seiya non è dunque stato ucciso da Marin che, automaticamente, viene sospettata di tradimento e attaccata dai suoi compagni d'arme. Asterion riesce a prevedere le sue mosse grazie al suo potere e Moses colpisce la donna che rovina nelle acque del mare.

Poco lontano da loro, Seiya si sveglia dopo essersi assopito tra le rocce. Sente il cosmo di Marin e si preoccupa per lei...

Moses ha abbattuto Marin e vorrebbe finirla con un ultimo colpo, ma Asterion ferma il compagno per mettere in atto un piano terribile. Dopo aver crocefisso il Santo dell'Aquila a testa in giù nelle acque in attesa che arrivi Seiya attratto dal timore di veder morire Marin soffocata dall'alta marea, i due si fermano ad osservare l'evolversi della faccenda.

Moses è scettico, non pensa affatto che il sacrificio di Marin possa spingere i Bronze Saint a farsi vivi, ma Asterion parla a Moses di una diceria del Santuario che vuole Marin sorella di Seiya.

Pegasus, attirato dal cosmo della sua maestra, giunge di fronte ai due avversari che ancora stanno discutendo. Quando vede il sacrificio che sta per essere compiuto, corre verso il Silver Saint per liberarla, ma Moses gli sbarra la strada: prima di giungere alla sua maestra deve combattere contro i due messi del Santuario. Dopo il primo colpo, Asterion si meraviglia del potere di Seiya e comincia veramente a credere che il giovane sia fratello della grande Sacerdotessa guerriera.

Asterion urla talmente forte da essere sentito dal giovane giapponese che, confuso, non riesce a credere che Marin sia proprio la sua Seika. Eppure è proprio per questo che ora deve continuare a combattere! Per salvare Marin... o Seika da morte sicura!

Dopo una serie di colpi, Moses viene polverizzato dal "Pegasus Rolling Crash". Al nostro eroe resta dunque solo Asterion da abbattere, prima di riuscire a salvare Marin che è già stata raggiunta dalle onde del mare.

Il Saint dei Cani da caccia è molto più forte del suo compagno, Seiya non riesce a sottrarsi alla furia dell'avversario e, dopo aver subito gli attacchi psichici di Asterion, perde i sensi. E' Marin a salvare Seiya da morte certa. Dopo essersi liberata, la Silver Saint sfida Asterion che non riesce più a leggere nei suoi pensieri.
Il Cane e L'Aquila si scontrano in una lotta impari: Marin ferisce Asterion, ma senza ucciderlo.


<<Asterion, non ti ho colpito mortalmente... potrai arrivare vivo almeno fino al Santuario! Torna là e racconta come sono andate le cose al Grande Sacerdote [...]. Probabilmente tutti i Bronze Saint, compreso Seiya, moriranno... ma grazie a questo... anche il male che regna al Santuario scomparirà, e così avrà inizio la nuova era dei Saints>>[ Saint Seiya, Volume 6, Edizioni Star Comics]

 

L'ultimo capitolo del tankobon inizia con una delle scene più belle del manga di Saint Seiya: la famosa scena sulla spiaggia.

Seiya ha ripreso conoscenza e, intorno a lui, si sono raccolti Shun, Hyoga e Shiryu. Dopo le battaglie incalzanti che si sono susseguite, i quattro ragazzi vivono finalmente un attimo di pace. Insieme, i quattro amici discutono sul da farsi.

Quando Seiya si è svegliato, Marin e l'ultimo avversario ancora in vita non c'erano più, i pezzi dell'armatura del Sagittario erano sparsi intorno a lui e un messaggio era stato lasciato inciso sulla sabbia: "Seiya, proteggi Athena".

Il Saint di Pegasus racconta questo ai suoi amici e aggiunge che egli non ha niente a che vedere con la faccenda. Anche gli altri sono stupiti, sembra quasi che per loro Athena sia un personaggio mitico, non hanno grandi conoscenze della storia del Santuario ;P Insieme, piangono i caduti; Ikki e i Black Saints si sono in parte sacrificati per loro e Seiya si lamenta penosamente: si sono battuti e hanno rischiato la vita inutilmente tutti quanti, perché l'armatura d'oro che hanno tra le mani è un terribile falso.

Con grande tristezza, il giovane giapponese confida il grande segreto della loro nascita, segreto di cui Hyoga non sembra stupirsi, perché egli era a conoscenza degli atti turpi di Mitsumasa Kido. Quando stava tornando in Giappone da lui, era proprio da Mitsumasa che la donna si stava recando, per ricongiungersi al padre del bambino. Hyoga afferma anche che Ikki avrebbe voluto distruggere il sangue dei Kido che scorreva nelle loro vene e nelle sue, quindi probabilmente si sarebbe suicidato dopo aver ucciso tutto ciò che era collegabile a quell'uomo... Seiya, con amarezza, da ragione ad Ikki: chi non vorrebbe suicidarsi sapendo di avere nelle vene un sangue così maligno?
Il discorso diventa così angosciante e triste che Shiryu, stranamente preso da un colpo di gentilezza nei confronti dei fratelli più piccoli (tra tutti sembra lui quello che è in grado di reagire meglio alla notizia), afferma che non si devono preoccupare, perché, dopo tutte queste battaglie, hanno perso molto sangue, quindi è come se il loro sangue si fosse rigenerato!

Per la prima volta dopo tempo ridono insieme e decidono di farsi forza, affrontando la "principessa" dei Kido a brutto muso. Tornano dunque all'arena delle Galaxian Wars e la trovano distrutta. Stanno riportando il Gold Cloth che, secondo loro, resta un falso, alla legittima proprietaria.

Saori Kido li attende proprio nel Colosseo, dove loro hanno il tempo di meravigliarsi della distruzione che imperversa nel luogo. Durante la loro assenza c'è stato un altro attacco.

Seiya e gli altri decidono di congedarsi dai loro "obblighi" insensati verso Saori... la ragazza, capricciosamente, sentendosi sola, pur di non perdere qualcuno che potrebbe difenderla, comincia a raccontare la storia che a lei è stata tramandata dal nonno. Questa storia spiega molte cose... su come è stata ritrovato il Gold Cloth (che NON è un falso...), su come lei è stata ritrovata in Grecia ... insomma, per la prima volta sembra conoscere la storia meglio di quanto avesse dimostrato di saperla nell'intervista con Tatsumi durante le Galaxian Wars.

 

<<Circa tredici anni fa, mentre mio nonno Mitsumasa era in viaggio in Grecia, incontrò un guerriero alle rovine di Atene! Fu allora che venne a conoscenza per la prima volta dell'esistenza dei Saint! Quel guerriero si chiamava Aiolos, il Gold Saint della costellazione del Sagittario... Aiolos, ferito per vari combattimenti, stava per morire, portava con sé il contenitore di un Gold Cloth e una bambina...

"Il male regna al Santuario ed è apparso qualcuno che cerca di uccidere questa bambina... l'ho salvata rischiando la mia vita e l'ho portata fin qui... ma quasi tutti i Gold Saint tranne me, sono diventati seguaci di questa persona, non posso più fuggire..." - dice Aiolos- "La prego, protegga questa bambina finché non sarà cresciuta! Lei è la reincarnazione della dea Athena, il messia mandato da Dio una volta ogni centinaia di anni quando il male è più diffuso su questo mondo! Un giorno intorno a questa dea, si riuniranno i ragazzi dotati di vero coraggio e vera forza... loro cercheranno di eliminare il male e di proteggere la giustizia sulla terra... Questo contenitore contiene il Gold Cloth del Sagittario... lo dia a un vero Saint, al più maturo fra loro!"

 

I ragazzi non riescono a credere a questa storia... eppure la loro rabbia e frustrazione comincia ad incrinarsi, per lasciare spazio forse alla presa di coscienza... ma Seiya afferma chiaramente che non vuole avere più niente a che fare con lei! Il suo compito ora resta quello di cercare sua sorella da solo... senza la fondazione Grado. Anche gli altri affermano di non voler seguire una donna legata ai Kido. Athena, torna ad essere quindi Saori, perde la sua dignità e comincia a gridare istericamente che lei non ha bisogno di loro. Intanto, sulle macerie del Colosseo, cominciano ad addensarsi nubi di corvi neri...

Mentre i ragazzi si allontanano, Shun ricorda il messaggio di Marin... "Mi chiedo se proteggere Athena significasse proteggere Saori..."

Proprio su questa parole percepiscono il cosmo negativo di Jamian e tornano preoccupati nel Colosseo giusto in tempo per vedere Athena e il Gold Cloth che vengono portati via dai corvi... combattendo contro questo avversario invisibile riescono a recuperare i pezzi del Gold Cloth, ma Saori è stata rapita e Shiryu invia Seiya a recuperarla.

Jamian è il Silver Saint della costellazione del Corvo. Combatte servendosi liberamente dei suoi unici amici, i corvi. Seiya riesce a raggiungere il punto in cui Jamian ha portato Saori. In realtà, l'uomo ha solo intenzione di portarla al Santuario come gli era stato ordinato, ma si ritrova a dover affrontare Seiya. Jamian non è molto forte e Seiya riesce presto a liberarsi dei suoi attacchi e a recuperare Saori, che adesso riesce a guardare con gli occhi del Saint che salva Athena, tenendola svenuta tra le braccia. Naturalmente, ad aiutare Jamian arriva Shaina e Seiya si trova tra due fuochi: non può avanzare perché c'è Shaina, non può indietreggiare a causa dell'altro avversario. Alla sua destra c'è un dirupo e alla sua sinistra il vuoto... Il Saint di Pegasus ha anche il braccio rotto, nelle sue condizioni non può affatto combattere, quindi decide di buttarsi nel vuoto, portando con sé Athena e sperando di proteggerla con la sua armatura.

Simili ad una stella cadente, Seiya e Saori si lasciano cadere nel vuoto.

Quando Athena si risvegli sul fondo del burrone, ringrazia il suo Saint di averla salvata, ma Seiya è in cattivissime condizioni, è svenuto e sanguinante. Jamian scende per dare il colpo di grazia, accompagnato dai suoi corvi.

Quando Saori si rialza e si frappone tra l'avversario e Seiya, riesce ad essere Athena per lunghi istanti, con il suo cosmo potentissimo spinge i corvi a ribellarsi al suo padrone e il Silver Saint è forse più sconvolto di questo che del fatto che di fronte a lui ci sia una ragazza che ha il cosmo di una Dea!

Tutto ad un tratto, nella sorpresa generale, arriva Ikki! Tornato in vita dall'inferno, rinato dalle proprie ceneri come la Fenice del mito, il giovane Bronze uccide Jamian con un solo colpo.

Ikki è tornato per potare in salvo Seiya, aiutando quindi il suo fratellino dimostra di essere ancora legato a tutti i suoi amici, anche se non riuscirebbe mai ad ammetterlo veramente. Proprio mentre si sta per avvicinare, però, viene fermato da tre figure, tre Silver Saint: Capella di Auriga, Dante di Cerberus e Algor di Perseus. Ikki incide nella terra dura un segno, una linea. "Se oltrepasserete questa linea, morirete..."

Capella, avventatamente, oltrepassa la linea e viene ferito a morte inaspettatamente dalla Fenice.

Gli altri, dopo un attimo, si lanciano contro di lui. Dante è il secondo, afferma che la linea di demarcazione tra la vita e la morte vale per entrambi, ma a nulla vale la sua sicurezza. Ikki abbatte anche lui con un solo colpo, la Fenice ha intenzione di non permettere a nessuno di intralciargli a lungo la strada...