
DA CRISTAL SAINT
Il ricordo di tua madre, tienilo stretto a te senza farti distruggere da esso ma erigilo a tua guida, che apra la via al tuo limpido cuore; per la dignità della Giustizia, della pace, in nome suo combatti. Fa in modo che quel blocco psicologico che ti porti dentro si sciolga, tramutandosi in ali candide come il tuo animo, pronte a tendersi, ampie e protettive sulla Terra in sfacelo; perché ancora essa possa sperare, tu stesso spera, lotta, rialzati sempre.
Il ricordo di tua madre, il ricordo di me, il ricordo di coloro che hanno costellato la tua tormentata esistenza, nel bene e nel male, da questo istante, come la mia mano tesa verso te, svuotali di ogni ossessionante senso di colpa e colmali solo del tuo amore infinito… e rinasci, finalmente leggero, sereno, allarga le ali, innalzati e danza tra le stelle del cosmo.
Così, infine libero, il tuo splendore illuminerà l’universo e una volta di più io sarò fiero di te, pulcino fragile che ho reso cigno maestoso, in virtù di tue doti che ho saputo scoprire… una volta di più ti sorriderò dall’Elisio dei santi, tuo orgoglioso maestro, il cui cuore, col tuo nobile cuore, hai sottomesso e vinto.
DA CAMUS
Basta piangere, basta versare lacrime che ad altro non servono se non ad alimentare il peso di tutta l’angoscia che ti porti dentro. Non vorrei doverti dire questo ma la vita ha in serbo per te altri amari momenti che andranno ad aggiungersi a quelli già accumulati finora e devi imparare in fretta a saperli affrontare con il giusto equilibrio, devi risalire da questo baratro senza fine che ti trascina inesorabile verso l’autodistruzione.
Sensi di colpa? Certo, chi non ne ha? E soprattutto, come potrebbe mai esistere un guerriero che non conosca il significato profondo di tale stato d’animo? Non è forse il nostro stesso ruolo che dovrebbe farci sentire profondamente colpevoli? Non è l’accettazione di noi stessi e di ciò che, in nome di Giustizia dobbiamo compiere, la prima, fondamentale tappa verso la maturazione?
Non sono affettuoso come Cristal Saint, lo so, non ne sono capace e probabilmente non sono in grado di mostrarmi rassicurante come lui ma, a modo nostro, credimi, vogliamo dirti la medesima cosa, trasmetterti il medesimo pensiero, un’uguale forza di volontà, uguale coraggio, insegnarti quella dignità, quella sicurezza in te stesso che ti permetta di affrontare a muso duro tutti quegli inutili tormenti che si rincorrono senza sosta e senza filo logico nella tua mente.
Metodi diversi quindi per conseguire il medesimo scopo di maestri, per veder realizzato il desiderio a entrambi comune di saperti maturato e completo nell’essenza pura di guerriero adulto e consapevole, ansiosi di vederti finalmente volgere in positivo quelle tue memorie confuse alle quali ti approcci con un’incancellabile negatività. E invece devi farne tesoro, insieme ad esse crescere e smetterla di percepirle come macigni che, inesorabili, comprimono il tuo animo fin quasi a farlo scomparire sotto il loro peso.
Tu meriti molto di più di ciò che concedi a te stesso, ora lo posso dire serenamente: sei degno santo di Athena, non ho più remore ad ammettere la tua grandezza.
Un’unica cosa ti rimane per mostrarti pienamente degno della mia totale fiducia: smettere di torturarti per colpe che colpe non sono… sei sulla buona strada, una strada lungo la quale ora cammineremo affiancati, non più maestro ed allievo ma compagni d’arme, spalla contro spalla per crescere insieme.
DA ISAAC
Amico… è bello riscoprire questa parola e nuovamente, come sempre ho fatto, legarla alla tua persona, tu, unico vero amico per me.
E’ stato il destino a volere che ci incontrassimo, a costruire per noi, mattone dopo mattone tutto ciò che è stato, quello stesso destino che, prima di incontrare te e i nostri maestri, mi aveva voluto completamente solo al mondo e poi, gettandomi in quella gelida terra nella quale siamo cresciuti insieme, mai mi ha concesso il permesso di scegliere… e io mai conobbi altri affetti che non foste voi.
E, nonostante tutto, una cosa ti devo confessare: anche se avessi potuto farlo, se mi fosse stata data la possibilità di scegliere, nessun altro amico del cuore avrei desiderato; rinascessi altre cento, mille volte, sempre ringrazierei gli dei per avermi concesso di averti potuto incontrare e di aver instaurato con te un tale rapporto.
Ho avuto rimpianti? Forse… c’è stato un tempo in cui avrei voluto rinnegare ogni cosa, in cui ero convinto che ciò che mi era stato dato mi si era rivoltato contro e forse sono anche giunto a maledire la mia vita… ma ora i rimpianti sono rivolti solo a quel periodo in cui rinnegai tutto ciò che diede senso alla mia esistenza, in cui rinnegai il mio affetto più grande… quello che nutrivo e nutro per te e una volta di più sono grato che le nostre strade si siano incrociate.
Quindi amico mio, smettila anche tu con i rimpianti, fai tesoro di ciò che c’è stato, come io ho imparato a farlo; io sono sereno adesso e per esserlo del tutto solo una cosa mi manca… che anche tu lo sia. Finalmente la nostra sacra amicizia, purificata da ogni negatività, solo da positivi pensieri sarà nutrita e tu solo sorrisi ricorderai sul mio volto… quei sorrisi così simili al primo, ricordi Hyoga? Ricordi il sorriso con il quale ti accolsi quando i nostri maestri ci presentarono? Sì… ti ricordi, lo so, e quel mio sguardo voglio che si imprima nella tua memoria, dopo che la tua mente avrà spazzato via le lacrime e la rabbia del nostro ultimo incontro.
Se tale rabbia l’ho provata un tempo, ora so che non ha avuto alcun senso, non lo ha avuto per me e non l’ha avuto per te, mettitelo bene in testa: solo la nostra amicizia conta, solo lei al di sopra di tutto.
E prima di salutarti ancora amico, unico amico che non cambierei con nessun altro al mondo questo voglio dirti: sei il Santo di Cygnus, tu hai ottenuto l’armatura perché questo ha voluto Giustizia. Io ti leggo dentro, so cosa pensi, so che ritieni da sempre di non meritarlo, nonostante tu non perda occasione per fare il duro e mostrare una sicurezza di te che non hai. Ebbene, sentila anche dentro questa sicurezza perché devi essere fiero di quello che sei, fai tacere una volta per sempre quella vocina che ti sussurra: “Isaac dovrebbe essere al tuo posto”. Non è la voce della coscienza ma una menzogna plasmata dai tuoi tormenti, come un cancro che vuole divorarti lo spirito, è la maligna e bugiarda voce dell’angoscia che fa sorgere problemi laddove non dovrebbero esisterne.
Accetta il tuo ruolo degnamente conquistato, siine fiero come io sono fiero di te, fiero della tua amicizia e non dimenticare: io ti sto sorridendo, è il mio sorriso ciò che conta… portalo con te, insieme a questo abbraccio con il quale ti avvolgo e che ti avvolgerà per sempre. Ti voglio bene.
DALLA MAMMA
Piccolo mio… fa uno strano effetto chiamare così un guerriero grande e forte vero? Un fiero guerriero dei ghiacci dall’animo temprato e incorruttibile; eppure sarai sempre il mio amato bimbo, da proteggere e stringere a me… è così che ti senti tu stesso in fondo, non è vero Hyoga? Io che conosco così bene il tuo cuore, posso sentirlo gemere, posso sentire quei palpiti che sembrano altrettanti singhiozzi, in essi odo la tua implorazione, la tua richiesta d’aiuto che le labbra non riescono a pronunciare.
Invocano me quei singhiozzi, invocano le mie mani, protese ad asciugare le lacrime che non mostreresti a nessun altro.
E quelle suppliche io le odo, quelle lacrime le vedo, perché io sono sempre con te, non ti ho mai lasciato e vorrei che tu mi sentissi, vorrei che tu potessi comprendere… che la tua mamma non è quel guscio vuoto, che giace inanimato in fondo al mare. Io sono nell’aria tutto intorno a te; non concentrarti sul corpo senza vita che ormai è solo un involucro dell’essenza che in esso aveva dimora. Provaci e potrai sentire la mia presenza e tutto l’amore per te di cui quest’anima che ti sta parlando è colma.
Mi stai sorridendo, mi senti… ora siamo davvero, nuovamente e per sempre insieme. E’ proprio ciò che devi fare per rendermi felice: sorridere come ora stai facendo piccolo mio e non mostrarmi quelle lacrime, quel dolore che non meriti, perché io sono orgogliosa di te, mai madre fu più fiera di un figlio.
Non sentirti abbandonato mio angelo biondo, mai, perché sei talmente amato, come pochi lo sono, come non riescono ad esserlo neanche le persone in apparenza più fortunate di te; devi solo guardarti intorno e scoprirai visi che altro non chiedono che poterti amare… e io sono con te, non ti lascerò mai. Mi vedrai in tutti quegli occhi amici nei quali si rispecchiano i tuoi, in una pozzanghera lasciata dalla pioggia nella quale si rispecchi l’arcobaleno, in ogni goccia di rugiada mattutina, in ogni chicco di neve e in ogni cristallo di ghiaccio che improvviso si accende nel sole… e nell’aurora boreale che tanto amavamo contemplare insieme, tu accoccolato nelle mie braccia, gli occhioni azzurri sgranati sul meraviglioso spettacolo della notte siberiana, pura come il tuo spirito nobile… e mi sentirai in ogni singolo palpito di quel tuo cuore così dolce e gentile, palpiti che si muteranno in parole. Tu ascoltare e udrai la mia voce, proprio come ora la odi, che ti ripeterà all’infinito quanto ti amo.
Ti voglio bene mio Hyoga e te ne vorrò… nasvegda… per sempre.