Sanctuary production presents:
Amphitruo
Capitolo 1: In Scena!
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In faciem uersus Amphitruonis Iuppiter
Dum bellum gereret cum Telobois hostibus,
Alcmenam uxorem cepit usurariam.
Mercurius formam Sosiae serui gerit
Absentis; his Alcmena decipitur dolis.
Postquam rediere ueri Amphitruo et Sosia,
Vterque deluduntur [dolis] in mirum modum.
Hinc iurgium, tumultus uxori et uiro,
Donec cum tonitru uoce missa ex aethere
Adulterum se Iuppiter confessus est.
Plauto – Amphitruo
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[Un giovane uomo dai lunghi capelli biondi, agitati come il mare in tempesta(tale era anche il colore dei suoi occhi), si presenta in scena.]
M: Ah! Voi volete che io vi aiuti nei vostri scambi e nei vostri baratti, che in ogni circostanza vi supporti affinché i vostri affari vadano bene. Sempre voi, volete che io sia messaggero di buone nuove, soprattutto le notizie che riguardano i denari, in quanto io, Mercurio, sono destinato ad essere il messaggero degli Dei per eccellenza.
Ebbene, se volete che io faccia tutto questo, dovrete ascoltare in silenzio questa commedia.
Porto questo messaggio da padre Giove, sotto forma di preghiera.
Oh, lo sappiamo bene che avrebbe potuto enunciare un ordine, e voi avreste obbedito, com’è giusto che sia dato che si parla di Giove! Però lui, giuro!, ha voluto esprimere questo desiderio sotto forma di preghiera, con gentilezza.
[Il ragazzo avanza con due saltelli verso il pubblico, assumendo un tono ed un’espressione furba]
M:Eh, perché sapete, quel Giove ha paura dei guai proprio come voi mortali, non di più e non di meno!
E anche io, come suo figlio, temo i guai!
Sono qui, in pace, a chiedervi la giustizia, come un uomo giusto fa con gli uomini giusti.
D’altronde sarebbe sciocco chiedere giustizia agli ingiusti, e non è conveniente chiedere l’ingiustizia ai giusti..
…
[Il ragazzo si volta a destra]
M:Possiamo cambiarla questa battuta? E’ troppo intricata!
-Oh, per Athena…-
Un ragazzo dalla fredda bellezza, tanto algida quanto sono rosso fuoco i suoi capelli, si dirige compostamente verso l’altro giovane uomo, senza nascondere una certa rabbia.
-Non mi pare tanto difficile, Milo. E comunque Plauto ha deciso di usare tali parole, quindi non vedo la motivazione per cambiarle ulteriormente.-
-La fai facile tu, sei dietro le quinte, mica reciti, Camus!-
In effetti, Camus aveva il compito di organizzare lo spettacolo teatrale: era infatti il regista.
Ma vi chiederete perché sta succedendo tutto questo!
Che domande: è colpa di Seiya.
-Flashback-
-Lady Saori, mi ripeta un’altra volta perché siamo qui…-
A parlare(o per meglio dire, borbottare) è stato Seiya, incredibilmente cinto in
un elegante vestito da gala.
Si trovava, insieme alla sua Dea ed ai suoi compagni di sempre, nella sala per i
ricevimenti del Stardust Way Hotel di Atene, punta di diamante di una catena
alberghiera appartenente alla Kido Corporation. L’ampia stanza, gremita di gente
facoltosa, sfarzo e lustro, sembrava splendere come le stelle.
Athena aveva sospirato con mestizia, prima di rispondere:
-Seiya, lo sai bene. Questa serata è incredibilmente importante per la Kido Corporation, necessitante in questo periodo di una buona propaganda: quale occasione migliore se non il festeggiamento del compleanno di Dominic Couvendert, uno dei più grandi autori teatrali del momento? Se riuscissimo ad ottenere un contratto, sarebbe fonte di grande lustro per la Fondazione. Ti prego, quindi, di comportarti bene: in fondo mi hai aiutata in situazioni ben peggiori!-
Seiya, di sicuro, avrebbe preferito farsi
trafiggere di nuovo da Hades(la cui ferita ogni tanto doleva ancora) piuttosto
che esser lì in quel momento…con quel vestito da pinguino, poi! Sembrava
Tatsumi!
Della stessa opinione erano Hyoga e Shun, decisamente a disagio in un ambiente
del genere, sebbene bellissimi nelle loro eleganti tenute.
Shiryu, con la karmica serenità che l’aveva sempre caratterizzato, non accennava a nessun tipo di disagio o disturbo, semplicemente stava in un angolo della sala a sorseggiare con pacatezza un bicchiere di spumante.
Non è necessario dire che Ikki non era presente.
-Oh, signor Couvendert, che piacere averla qui. Le ribadisco i miei più sinceri auguri di buon compleanno.-
A parlare era stata Lady Saori, in direzione del sopraccitato regista: un uomo
di trent’anni appena compiuti, di carnagione chiara e con capelli e barba
biondi. I suoi attenti occhi azzurri si erano posati sulla Dea reincarnata, e
dopo un elegante baciamano,aveva ringraziato la giovane.
-Oh, scusami amico!-
Il Saint, sebbene irritato, si era prontamente
scusato, ma l’uomo urtato, forse aiutato da qualche bicchiere di champagne di
troppo, non voleva accontentarsi delle scuse, e aveva risposto:
-Ma togliti dai piedi, e non sono tuo amico! Bah, pezzente…-
-Fine Flashback-
È forse inutile raccontarvi la prosecuzione. D’altronde, conoscete tutti Seiya di Pegasus: il soprannome “asino con le ali” non gli è stato dato per pura casualità.
Il problema è che la persona con cui Seiya aveva
avuto un…intenso scambio di opinioni, non era altri che il primo attore
della compagnia teatrale di Dominic Couvendert, ovvero Gaston Pregnac. Al…diverbio
si unirono quindi gli altri attori presenti da un lato, e Hyoga, Shun e Shiryu
dall’altro. Beh, Shun e Shiryu più che altro per sedare gli animi, ovviamente.
Ovviamente, a quel punto fu il disastro. Come salvare, metaforicamente parlando,
capra e cavoli?
Lady Saori, innanzitutto, per scusarsi dell’accaduto, aveva deciso di elargire
una cospicua quanto disinteressata donazione all’associazione teatrale di
Couvendert; successivamente, l’altro problema era che la maggioranza degli
attori era stata messa fuori combattimento… come fare?
Così, la Dea della Giustizia aveva deciso di organizzare per conto suo lo spettacolo plautino dell’Amphitruo…e gli attori? I Saints stessi, ovviamente.
Ikki però non era rintracciabile; Shiryu decise
improvvisamente di tornare a Goro-ho per trovare Shun Rei ed allenarsi, seguito
di corsa da Seiya; Shun venne graziato per la sua timidezza; e Hyoga…beh, non
era proprio tagliato per fare l’attore.
Ed ecco che a Lady Saori vennero in mente i Gold Saints, che sono attualmente
invischiati in un problema che non c’entrava niente con loro.
Ma tutto questo non è che il prologo alla nostra vicenda: presto, gli attori si mettano i costumi e riscaldino la voce, che il sipario si alzi… è tempo dello spettacolo, è tempo dell’Amphitruo!