Requiem
Luogo: Inferno
Tempo : Imprecisato
Ecate ha lunghi capelli bianchi.
Fra tutti gli Dei è una dei pochi che ha deciso di far invecchiare il suo corpo, per quanto lentamente.
Cammina piano nelle lande infernali, e ad ogni suo passo i tormenti che per millenni hanno afflitto le anime umane, scompaiono. Come neve.
Le tombe infuocate si richiudono pietosamente, i laghi di fiamme e sangue smettono di ribollire, divenendo placidi specchi d'acqua, per quanto oscuri.
Le pietre che hanno afflitto le spalle di tanti ora si sbriciolano, i venti impetuosi che trascinavano le anime si placano.
Ecate ha il volto segnato di rughe e di lacrime.
E non è sola.
Davanti a lei si palesa un'altra presenza, anch'essa divina. Le due Dee si guardano per qualche istante, con indifferenza.
Sei arrivata, Nyx.
Ecate Trivia indica l'Inferno con un largo gesto del braccio.
L'Inferno è stato affidato a me ora, Nyx. Da un potere più grande del mio e del tuo messi insieme.
La Notte annuisce, disinteressata. I capelli serici dello stesso colore delle tenebre scivolano fino a terra, ammantandola di un buio privo di stelle.
Non sono venuta a sfidarti, Ecate. Tieniti il tuo Inferno, finchè potrai. Finchè Hades non tornerà a reclamarlo.
Ecate sorride, in un reticolo di rughe.
E tornerà…?
Con un gesto secco la Notte indica il cielo purpureo sulle loro teste, ora privo della luminosità delle centootto stelle malefiche.
A questo penserò io Ecate. Da te voglio solo un mutuo accordo. Non voglio che tu inferferisca nei miei piani. Io ho la mia vendetta da compiere!
Ecate non risponde subito, stringendosi appena nelle spalle esili.
Vendetta per i figli perduti?
Il sorriso della Notte è inquietante. Gli occhi neri come schegge d'ossidiana rilucono appena, macabri.
Esattamente. Ti darò modo di riempire quest'Inferno, Ecate.
La Trivia scuote la testa con rassegnazione.
La vendetta di cui sei madre ti acceca, Notte. Ti stai introducendo in guerre più grandi di te, e in problemi che alla fin fine non ti riguardano. Gli Dei sono immortali, non eterni. E questo vale per me, per te, e per i tuo figli.
Ma ho la tua promessa Ecate? Non interverrai? Aprirai le porte dell'Inferno?
Lo farò. Perché è il mio compito, Notte. Ma spero di non doverle aprire per altri della tua stirpe.
Nyx la Notte sorride di nuovo, soddisfatta.
Non succederà, vedrai.
***
Nyx si sedette sulle sponde dell'Acheronte, bagnando appena le dita nell'acqua infida e gelida di quel fiume.
Rialzò la mano, facendo gocciolare nel palmo l'acqua. Enumerava ogni goccia.
La prima, dorata, è Morfeo.
Due gocce scendono insieme, unite eppure distinte.
Icelo e Fantaso.
Una ha un colore sanguigno, e scende lentamente.
Nemesi.
E l'ultima è violacea, a tratti iridescente.
Eris.
Sette figli avevo. Due sono stati uccisi, massacrati. Tornate al mio seno figli miei, i vostri fratelli giacciono inerti, dalle loro vene è fuoriuscito l'icore celestiale e con esso la vita.
Venite figli miei, che abbiamo una vendetta da compiere.
L'arrivo di lui la coglie sempre di sorpresa.
Ha ampie ali, dorate come i suoi capelli. Non fa il minimo rumore mentre plana e s'inginocchia reverente accanto alla madre, gli occhi color pervinca nascosti da ciocche di capelli.
Sempre il primo a giungere, inaspettato. Sempre il primo ad andar via.
Morfeo, il Signore dei Sogni.
"Madre, per cosa ci stai convocando?"
Non intendo rispondere a domande inutili Morfeo. Tu sai, tu hai saputo prima di ogni altro.
"Neanche gli Dei possono tornare dalla morte, Madre… per quanto io possa continuare a piangere Hypnos e Thanatos, loro non torneranno. Non ora. Forse mai più."
Piangere?!
Le dita affusolate della Notte s'intrecciano ai capelli di Morfeo, strattonandoli con rabbia, sollevando il viso inerte di quest'ultimo.
Io non intendo piangere sibila la Notte, rabbiosa.
Io voglio vendetta. E anche tu dovresti volerla, Morfeo! Coloro che sono stati la causa di tutto questo sono nuovamente in vita! Il Padre degli Dei non intende agire contro la figlia prediletta, gli altri hanno troppa paura per farlo, ma io voglio vendetta!
Vendetta!
VENDETTA!
Morfeo rimane immobile, mentre la Vendetta, evocata, gli compare a fianco.
Nemesi sembra sperduta, s'inginocchia rapidamente, dopo aver lanciato un'occhiata al fratello maggiore, che da secoli non incontra. Le ali scarlatte della Vendetta stillano sangue.
Nyx sorride, vedendo la figlia adorata, e lascia andare i capelli martoriati di Morfeo. Il Signore dei Sogni sospira lievemente, senza tuttavia concedersi neanche un gemito.
Vendetta, Nemesi, mia cara. Il tuo vessillo stiamo per innalzare, contro i Santi di Athena. Eppure non siete ancora giunti tutti quanti. Morfeo, richiamali, gli Oneiroi. So che ti obbediscono i due fratelli. Ed Eris, giungi! Che Discordia intendo rilasciare nelle lande degli Uomini!
Morfeo piega le labbra in una smorfia, ma non fa in tempo a dire neanche una parola, quando il fruscio di due ali gemelle gli fa comprendere come gli Oneiroi siano già giunti.
A prescindere dalla sua volontà.
Icelo scuote la chioma bruna, piegando lievemente l'unica e candida ala di cui e fornito. Fantaso intreccia le dita con quelle del fratello, guardando gli altri con timore, l'ala oscura ancora in tensione, come fosse pronto a fuggire da quella situazione.
Morfeo li osserva entrambi, sospirando. I due gemelli patroni degli Incubi, l'uno che richiama le fobie degli uomini, l'altro che ne maneggia i desideri.
Ed Eris, che giunge in un'esplosione di luci violette, il sorriso maligno che le deturpa un viso altrimenti divinamente bello. Sola, fra i fratelli, lei non è alata.
Il suo riflesso, nell'Acheronte, è un groviglio di serpenti che si azzannano fra loro, spandendo sangue e veleno. Morfeo distoglie lo sguardo, al solito la sola vista della Discordia gli procura un malessere quasi fisico.
Ora ci siete tutti. Voi rimasti, voi miei figli. Quello che voglio da voi è vendetta! Athena si è appropriata della vita dei vostri fratelli. E non ha pagato per questo! Nel crollo dell'Inferno, indisturbata, ella ha liberato e riportato sulla Terra le anime dei suoi Santi! E questo io non lo tollero!
"Madre.." mormora il biondo signore dei sogni. "Madre, non credo sarebbe cosa saggia sfidare Athena. Altri, più potenti di noi, l'hanno fatto e hanno perduto. Ares, Poseidon, Hades… e noi non abbiamo alcun contenzioso con lei."
"Sbagli fratello!" La voce di Nemesi s'innalza acuta, assomiglia al grido di un aquila rapace. "Lei ha un debito nei nostri confronti!"
Morfeo scuote la testa, rassegnato.
Nemesi ha ragione, Morfeo. Comunque, non ho intenzione di dichiarare alcuna guerra a quella sciocca divinità. Semplicemente, voglio le vite dei suoi Santi. Tutte.
"Le due cose si equivalgono Madre… Athena non lascerà mai morire i suoi guerrieri solo per la tua sete di vendetta!"
Fantaso geme leggermente, stringendo più forte le dita del gemello. "Madre…" mormora "Morfeo ha ragione… per quanto divinità, ci dovremmo esser resi conto tutti quanti che Athena e i suoi Santi non sono nemici da sottovalutare…"
Nyx sbuffa, cancellando le obiezioni con un gesto secco della mano.
Voi siete miei figli e mi dovete obbedienza! Non m'importa come farete, ma pretendo le vite di quei Santi, e sarete voi a portarmele!
Morfeo blocca con un gesto le recriminazioni di Icelo e Fantaso, annuendo.
"E sia come vuoi madre." Afferma, ma nel suo tono è ancora percepibile una strana titubanza, che porta Eris a guardarlo di soppiatto, sogghignando.
Ma Nyx è soddisfatta, e tanto basta.
Di nuovo fa scorrere l'acqua dell'Acheronte fra le dita, sorridendo.
Presto le loro anime annegheranno in questo fiume nero… e i Santi di Athena scopriranno quanto deliziosamente atroce sa essere la Notte…
***
Luogo:Santuario, Star Hill
Tempo: Poche ore all'alba. Primavera
Morfeo si passa la mano fra i capelli, sospirando.
Appollaiato sull'altura delle Stelle, osserva il Santuario da svariate ore. Sorride appena, freddamente. Non si sono neanche accorti della mia presenza. Athena, questo è un male, tu almeno dovresti avermi percepito…
"E chi ti dice che non l'ho fatto, Morfeo?"
Il Dio si volta di scatto, sorpreso, e incontra lo sguardo azzurro verde di Saori Kido.
Athena non indossa altro che una tunica bianca, di lino leggero, lunga fino ai piedi. Eppure non sembra patire il freddo ancora intenso di quella notte d'inizio primavera.
"Athena… è raro riuscire a cogliermi di sorpresa, lo sai."
"Oh si " mormora la Dea, avvicinandosi a Morfeo con un lieve sorriso.
"Probabilmente eri distratto. Sei evanescente come i Sogni di cui sei custode , solitamente. E ti dirò, non mi aspettavo certo di vederti qui."
Morfeo non distoglie lo sguardo da lei, ma lievemente schiude le ali per coprirla appena dalla brezza notturna. Atto di gentilezza inutile il mio. Penso che questo possa bastare? Dopo quello che sto per chiederle?
"Cosa ci fai qui, Morfeo?"
"Potrei essere qui solo per portare sogni ai tuoi Santi. Lo faccio tutte le notti."
Athena sorride di nuovo, scuotendo il capo. "Non sono così sciocca da credere ad una scusa del genere."
"Lo so. Ma il tentativo era necessario farlo" mormora il dio con voce affranta.
"Non avverto ostilità in te, Morfeo."
"Presto vi sarà Athena. E' questo il motivo per cui sono qui."
Saori rabbrividisce, lanciando uno sguardo al Santuario addormentato. Là riposano i Santi che tanto hanno patito in suo nome, e la morte è stata forse la sofferenza minore per alcuni di loro. Hanno combattuto fingendosi traditori, hanno lottato fra loro e con i loro incubi interiori. Si sono feriti, fisicamente e psicologicamente. E infine, sono morti per lei.
"Non intendo combattere un'altra guerra, Morfeo! E poi quale interesse potresti avere tu per combattere contro di me?!" mormora irata, il cosmo divino che comincia ad avvolgerla.
"Calmati Athena!" Morfeo alza le braccia, in segno preventivo di resa. Ed è allora che Saori scorge un barlume di sconforto negli occhi pervinca del Dio.
"Athena io… noi, non intendiamo combattere contro di te. Non sei tu il nostro obbiettivo."
"E qual è allora? Spiegati Morfeo, non accetterò in risposta un'ermetica profezia onirica, come tuo solito."
Morfeo non risponde, limitandosi ad indicare tutto il Santuario con un largo gesto del braccio.
"Io sono figlio della Notte, Athena. E come me Hypnos e Thanatos, che i tuoi Santi hanno ucciso. Mia madre e i miei fratelli vogliono vendetta, Athena."
Saori non risponde, limitandosi a seguire con preoccupazione i gesti di Morfeo.
"Athena… ti prego, non scatenare una guerra inutile. Mi conosci, non sono un guerriero, non porto sangue, solo il conforto effimero dei sogni. Lasciaci le vite dei Santi che hai trascinato fuori dall'Inferno, e guerra non ci sarà."
Per un istante Athena rimane immobile. Quasi folgorata da quelle parole. I suoi Santi… che a fatica era riuscita a riportare in vita, affrontando il Padre Celeste pur di dar loro una possibilità di pace…
E ora questo dio dalle ali d'oro le chiede di sacrificarli? Tutti loro?
Athena si porta una mano al petto, chinando il capo per nascondere le lacrime.
"Morfeo, sai che non posso farlo!"
"Si, conoscevo la tua risposta ma…Athena…"
Il Dio non termina la frase, limitandosi a scuotere il capo rassegnato.
"Prenderemo comunque le loro vite, Athena. Semplicemente, lo faremo in maniera più distruttiva. Lo sai."
"Non vi permetterò di farlo, né a te né ai tuoi fratelli!"
L'ira che permea la voce della Dea risveglia Morfeo, che la fissa con rabbia. Perché? Perché non vuole capire?! Finiremo per distruggere questo mondo, davvero non le interessa? Davvero pensa di poterci sconfiggere tutti insieme?
"Athena, io combatterò se devo." Sibila, alzandosi in tutta la sua statura, che supera di molto quella della Dea.
"E non solo io. Mia madre intende rilasciare in questo mondo la Vendetta e la Discordia oltre a me e agli Oneiroi. Sai cosa potrebbe voler dire questo, Athena? Dai ai tuoi Santi una morte indolore e evita loro tutto questo!"
Athena solleva fieramente il capo "Non posso. Combatterò io per fermarvi, ma non vi permetterò di farli soffrire ancora."
Morfeo scuote la testa, di nuovo. "Non capisci Athena. Tu, non c'interessi. La Terra, non c'interessa. Ma se anche uno solo dei tuoi Santi dovesse perdere la vita, sappi che i suoi tormenti saranno indicibili. E' questo che vuoi?"
La minaccia fa rabbrividire la Dea, ma non la fa cedere.
E' così tanto affezionata a questi umani? Ma non sono niente… la loro vita è un battito d'ali di farfalla in confronto a quella degli Dei… Athena, quanto sei diventata umana in questi secoli? Quanto di divino c'è ancora in te…? E… chi è nel torto fra noi due, Athena? Chi?
Ma il Dio non esprime i suoi dubbi, limitandosi ad osservare il sole che comincia a rischiarare la notte.
"Sei stata avvertita Athena… io non posso far altro per te. Ho già fatto anche troppo. Quando ti accorgerai della battaglia…sarà troppo tardi, Athena."
Con un battito d'ali silenzioso, Morfeo scompare nella luce dell'alba, evanescente.
E dopo qualche minuto, ormai certa di esser sola, Saori Kido crolla in ginocchio. Lacrime le rigano il volto mentre osserva il Santuario, la cui pace sta per essere infranta.