And winter came...
Show no fear
For she may fade away
In your hand
The birth of a new day
Rhymes that keep their secrets
Will unfold behind the clouds
And there upon a rainbow
Is the answer to our Never ending story...
"Guarda
le stelle."
La
voce era calma, bassa, quasi un mormorio.
"Guarda.
E' lì, lo vedi? Non è facile."
Non
mi guarda mentre parla, non ne ha bisogno. Sa che lo ascolto sempre.
"Le
stelle sono una guida. Tracciano una strada luminosa. Ma la tua è oscura,
ricorda anche questo, ma sempre con umiltà."
Mi
stringo le ginocchia al petto, la notte è fredda eppure, per quanto lontane,
sembra che le stelle brillino di più. Come se cercassero di riscaldarmi.
"Quello
di Santo di Athena non è mai un cammino facile. Ma forse il tuo sarà il più
duro di tutti. Vedi... tu sei un Gold Saint. Imparerai a gestire l'immenso cosmo
dorato, fa parte di te. Eppure, fra tutti, tu sei oscuro. Il tuo cosmo è
estremo."
Unisce
le mani, come per farmi comprendere, ma io ancora non capisco mentre parla di
presagi neri, sento solo una profonda tristezza.
"La
vetta delle montagne più alte. E la profondità del mare. Insieme. Il momento
in cui le tue stelle brillano più forti, è il più triste dell'anno. Tu porti
una notte lunghissima, che a volte sembrerà eterna."
Rabbrividisco,
ma non credo siano brividi di freddo i miei. Continuo a fissare le stelle, perchè
spero di trovare conforto in loro. Ma non fanno che ribadire la verità.
"E'
un compito ingrato il tuo. Devi essere la notte, per permettere al giorno di
spuntare ancora. Dovrai uccidere, per far rinascere. Tu, più di ogni altro,
soffrirai... perchè io so che nel tuo animo aneli a portare il giorno. Quando
sei araldo delle tenebre. Solo, non devi mai dimenticare che la tua notte, per
quanto lunga, ha una sola funzione. La vita. Sempre."
Mi
schiarisco la voce, mentre sento le lacrime pungermi gli occhi. Perchè un addio
così triste?
"Allora
sono dannato?"
"Lo
siamo tutti. La tua strada è solo più difficile da percorrere. Vedi... i Santi
di Athena sono i santi della speranza. E della giustizia. Non dimenticare l'una
a scapito dell'altra, mai. Camminiamo sulla lama di un rasoio..."
Fa
freddo in questa notte di Grecia.
Non
vedo le stelle. Non vedo neanche dove sto andando. Piango?
Sto...piangendo?
Vedo
alte colonne attorno a me, sento una presenza gentile ma lontana... non può
fare niente. Devo continuare. Come posso fermarmi adesso...
Alzo
di nuovo lo sguardo al cielo, ma non le vedo. Non le vedo le stelle. Sento la
loro musica affievolirsi, le membra pesanti.
Cado
in ginocchio fra colonne rovinate dal tempo, e mi porto le mani al viso.
Nel
buio della notte vedo i miei palmi risplendere, e il sangue, sangue rosso ma...freddo,
così innaturalmente freddo.
E'
arrivata la notte.
Allora
urlo.