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La differenza tra la vita e la morte?
non saprei dirla,
entrambe sono la mia esistenza.
Ho visto i miei compagni andarsene,
io non potevo andare con loro.
Era quello il mio posto,
ora,
lo è sempre stato.
Nemmeno Atena,
quella che credevo la mia sovrana,
era riuscita a salvarmi.
Ero stato un burattino nelle mani di quel mostro,
chiamato dio,
Sono un burattino nelle mani di quel mostro,
chiamato dio.
Un essere inanimato mosso da un anima,
che non mi appartiene.
Che assurdità!
Ora so come soffriva Gemini.
Lui ride,
io piango.
Lui è contento del suo operato,
io sono sconvolto, del suo operato.
Ha sconfitto Atena moralmente,
ma lui è stato sconfitto fisicamente,
ma ha lui non importa...
... lui ha me.
Mi sono sempre posto tante domande a cui non sapevo rispondere,
“Chi sono realmente?”
“Perchè sono così diverso da mio fratello?”
“Perchè sono voluto diventare cavaliere a tutti i costi?”
ma ora che ho le risposte,
non avrei mai voluto saperle.
Ho visto...
... anni di una vita,
che non era la mia.
... anni dedicati ad una dea,
che non era mia.
... anni di sofferenze,
di persone,
che non dovevano conoscermi
Tutto questo,
per il divertimento,
di un mostro,
chiamato Dio.
Atena un giorno mi disse che ero il cavaliere più sensibile che avesse mai avuto,
ma non capiva.
C’era qualcosa di strano in me,
e me lo disse chiaro e tondo.
“Shun...” chiamandomi per nome aveva iniziato a parlarmi “ Shun d’Andromeda... sei un cavaliere di Atena... sei un mio cavaliere... ma ti sento solo fisicamente... è difficile spiegarti... ma non ti sento un cavaliere fedele come gli altri santi...” Atena, anzi lady Saori era triste, pur essendo una bellissima giornata
“Atena che dice, io le sono fedele, come lo è Pegasus e gli altri!”
“Lo so... ma tutta questa tua dolcezza che hai nel cuore... non può appartenere ad un cavaliere appartenente ad una dea che... deve combattere per difendere e difendersi!”
Sulle ultime parole esitò un po', ormai era chiaro che era una cosa troppo importante per rimandare.
Ne rimasi sconvolto, è vero, non era possibile che un cavaliere fosse così dolce e gentile,
lo sentivo anch’io,
abbassai lo sguardo al suolo,
mi sentivo male solamente ascoltano il suo timbro di voce basso e triste,
che di solito era alto e regale
“Shun, guardami!...” alzai lo sguardo su quei occhi viola, così belli e sinceri, fin da piccola gli aveva, e fin da piccolo mi sono sempre piaciuti “Shun ti dico queste cose perchè...!” in quel momento entrò Mylock, da quel giorno Milady non ne parlò più di quell’argomento,
forse perchè,
da quel giorno,
battaglie su battaglie,
si erano scagliati su di noi,
fino a questa.
Sono stanco,
ora so,
chi sono realmente,
e come poteva sentirsi Julian Ross,
quando era Poseidone.
Eccolo, è lui,
è dietro di me,
non ho voglia di ribellarmi,
so che sarebbe inutile.
Io gli appartengo,
non posso,
non voglio,
ribellarmi.
Per smettere di soffrire,
mi basterebbe lasciarmi andare.
Addio,
addio Atena,
addio niisan,
addio amici e compagni d’armi
Addio!