Atto di accusa

Questo testo era in origine una E-mail, fatta girare in internet da quella persona meravigliosa che è Marina Berati, una delle persone maggiormente impegnate, in Italia, nella salvaguardia di coloro che non hanno voce per tutelare i propri diritti.
Leggetela attentamente; sappiamo che è dura, sappiamo che molti di voi potrebbero non prenderla bene... però siamo anche convinti che sia giusto guardarsi dentro ogni tanto e comprendersi, comprendere ciò che c'è dietro alle nostre comuni abitudini, quelle abitudini che ci portano a nutrirci del nostro piatto di carne senza riflettere cosa e CHI ci sia realmente dietro quel piatto di carne (o la fetta di prosciutto o salame, che dir si voglia). A questo vogliono portare queste righe: a interrogarsi, a riflettere, a comprendere anche ciò che mangiamo. C' è un'ultima cosa da aggiungere: gli autentici destinatari di queste righe sono coloro che si definiscono animalisti, che sostengono di avere a cuore la sorte degli animali ma non si pongono problemi di fronte alla loro bistecca e al loro panino con il prosciutto... ci teniamo a dirlo, onde evitare fraintendimenti: è unicamente una questione di coerenza.

Questo
e' un atto d'accusa.
Verso tutti coloro che si definiscono "animalisti", che magari
fanno
anche attivismo, e che si impegnano anche molto per certi tipi di
animali. Ma poi ne mangiano altri tipi.
Non ci possono più essere scuse, ne' giustificazioni.
E se siete sinceri, se li amate, quei cani e gatti che accudite, se
versate lacrime quando sentite, vedete o leggete di qualcuno che
maltratta o sevizia cani e gatti indifesi, e magari siete contro la
caccia, e la vivisezione, e inorridite per quei luridi allevamenti di
animali da pelliccia, e per quel che fanno quei bastardi di sterminatori
di foce che ammazzano a bastonate i cuccioli sui ghiacci...
... non potete. Non potete mangiare animali!
Non potete essere complici, anzi mandanti, di quell'abominio che e'
l'allevamento di animali e di quell'orrore indicibile che e' la
macellazione! Non potete mettere in bocca e mangiare il corpo di un
essere innocente che e' stato tenuto prigioniero per mesi e poi
tramortito, appeso a un gancio, sgozzato e lasciato sanguinare in un
lurido macello.
Ma l'avete mai conosciuto un maiale? Credete davvero che sia diverso da
un cane?
E le mucche, i vitelli, i buoi: credete che loro meritino le torture che
se applicate a un gatto vi fanno piangere e fremere di rabbia e gridare
"bastardo assassino" a chi le infligge?
Smettetela di far finta di non vedere. Smettetela di non pensare.
Smettetela di dire che e' normale fare così. Anche maltrattare i cani e
i gatti e disfarsene quando non interessano più, e' "normale",
no? E
non credo vi stia bene.
Non e' più tempo, per noi attivisti che gli animali non li mangiamo, di
tacere e pensare "massì, un po' alla volta ci arriveranno, massì,
e'
una scelta personale che non tutti si sentono di fare, massì, sono
bravi e si impegnano, perché criticarli e farli sentire in
colpa?".
Non e' più tempo.
Perché è un tempo, questo, in cui miliardi di nostri fratelli animali
soffrono e muoiono in lager schifosi ammessi dalla legge e accettati da
tutti. Perché è un tempo in cui i vitelli vengono strappati alle madri
- le "mucche da latte" - a pochi giorni di vita e chiusi in box
in cui
non si possono muovere, e a sei mesi vengono massacrati. Perché è un
tempo in cui le galline - animali intelligenti e sociali, capaci di
affetto e di amicizia - sono costrette a una vita d'inferno per fare le
uova per le vostre torte e biscotti (ma si possono fare anche senza,
sapete?!) e poi vengono sgozzate ancora coscienti. Perché è un tempo
in cui le scrofe passano tutta la vita costrette in gabbie di ferro in
cui non si possono nemmeno girare e finiscono la vita in vasche di acqua
bollente. Perché è un tempo in cui miliardi di pesci vengono fatti
morire per lenta asfissia, e tagliati a pezzi ancora vivi. Perché è un
tempo in cui i maiali arrivano ad atti di cannibalismo impensabili in
natura - impazziscono nelle condizioni di prigionia in cui sono tenuti,
e allora gli vengono strappati i denti e tagliata la coda in modo che si
danneggino meno l'un l'altro (idea geniale, no?!).
E' un tempo che deve finire, e nessuno di noi "animalisti" deve
essere
complice di questa barbarie.
Se non lo capite voi, chi volete che lo capisca? La signora
impellicciata e orgogliosa dei cadaveri che porta addosso?
Il vivisettore che inietta veleni nei topi e nei conigli? Il cacciatore
che manda il suo cane allo sbaraglio contro i cinghiali? La moltitudine
di semplici indifferenti che vi dicono ogni giorno "ma pensa ai
bambini
che muoiono di fame e non agli animali, che sono esseri inferiori"?
Se non lo capite voi, chi?
Se non la smettete di voi di ammazzare e ingurgitare animali, chi mai lo
farà?
Credete davvero che sia diverso mangiare una bistecca o indossare una
pelliccia?
Che sia più giustificabile?
Credete che gli animali che ne fanno le spese siano diversi?
Non lo sono. In entrambi i casi si tratta solo di un "lusso",
che non ci
possiamo permettere, perché sono gli animali a morirne.
Smettetela.
Fatevi crescere dentro la rabbia per tutto quello che questi esseri
innocenti sono costretti a subire, andate a conoscerli, quei pochi di
loro che si sono salvati, imparate quanto sono uguali a tutti gli altri
animali, fate nascere in voi l'orrore e il disgusto per tutto quanto
viene considerato così "normale".
Assieme alla compassione e all'empatia, dovete sentire la ribellione per
una ingiustizia così enorme, così incredibile, inconcepibile, che
fatichiamo a comprendere come possa essere vera e reale.
Dovete versare lacrime, stare male, sentire dentro di voi la paura, lo
sgomento, la solitudine, la disperazione, di queste creature. Io lo
sento, dentro di me, questo orrore.
E voglio che lo sentiate anche voi. Non ve lo risparmio. Così potete
smettere di esserne anche VOI la causa.
Leggete in calce come dovrebbe essere la vita di una comunità di maiali
e scrofe, e fate nascere in voi la rabbia per come abbiamo ridotto, noi
umani, questi animali, per come li abbiamo resi schiavi e fatti vivere
in un inferno solo per avere un panino al prosciutto.
Noi, che gli animali non li mangiamo, non siamo degli eroi.
Come lo facciamo noi, possono farlo tutti, perché non e' una cosa così
strana, o difficile.
E' solo un atto dovuto.
Potete farlo anche voi. Da subito.
Fatelo.
Grazie.
Marina Berati
http://www.saicosamangi.info
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Da "Gabbie vuote", pag. 148:
(sono certa che ne' l'autore - Tom Regan - ne' l'editore - Sonda - ne' i
traduttori - "Oltre la specie" - se ne avranno a male se cito
questa
mezza pagina, che riporta il racconto di due scienziati scozzesi che
hanno provato a liberare in natura un gruppo di maiali confinati fino a
quel momento in un allevamento intensivo)
I maiali costruirono insieme una serie di tane comunicanti. [...] Prima
di coricarsi, i maiali portavano altro materiale da apporre alle pareti
delle tane e riordinavano la lettiera. [...]
I maiali instaurarono un complesso sistema di legami sociali e i nuovi
individui introdotti nell'area vennero assimilati solo dopo parecchio
tempo. Tra alcuni si crearono legami particolari: ad esempio, due delle
scrofe, dopo aver partorito, mangiavano e dormivano sempre insieme. [...]
Le scrofe gravide sceglievano un rifugio adatto diverse ore prima di
partorire, a una distanza considerevole dalle tane comuni (in un caso
fino a 6 chilometri). I rifugi a volte avevano anche pareti di legno. La
scrofa non permetteva che altri maiali entrassero nel suo rifugio per
diversi giorni, ma poteva acconsentire che un'altra scrofa con una
nidiata, con la quale in precedenza aveva stabilito un legame, dividesse
il nido con lei. [...]
