|
Autrice: Kazuma Kodaka Volume unico edito da Take Shobō (1999) e serializzato su Bamboo Comics Reijin Selection
Sotto molti aspetti, a nostro parere, “Midare Somenishi” è una delle opere più intriganti e al tempo stesso intense di Kazuma Kodaka. Per quel che riguarda me (Heather;P), è la favorita tra i suoi capolavori, immediatamente seguita, nella graduatoria, da “Kimera” e “Kizuna” (almeno tra quelle che ho avuto il piacere di conoscere un po’ più a fondo dato che Aphro’, in tema Kodaka, è sicuramente più preparato di me^^). Posso sicuramente dire con certezza che, se amate questa mangaka, Midare è un’opera che non può assolutamente mancare nella vostra collezione. Sfogliando le pagine superficialmente, c’è chi ha scambiato questo manga per un tosto PWP, con scene di sesso molto forti ed esplicite a discapito, hanno sostenuto, della storia; questo perché, molto spesso erroneamente, quando le scene yaoi sono descritte nei minimi dettagli e sono molto presenti, si ritiene che l’autore dia molta poca importanza allo sviluppo effettivo di una trama articolata. Niente di più sbagliato perché, se questo genere di lettori si staccasse un minimo dai pregiudizi, potrebbe scoprire bellissimi racconti, che molto hanno da comunicare. “Midare Somenishi” è uno di questi casi, senz’altro uno dei più esplicativi di questa mia idea; tra tutte le storie che mi sono rimaste nel cuore, ben poche hanno scosso allo stesso modo le corde del mio animo, forse perché in essa sono racchiusi tanti miei punti deboli: l’affetto fraterno, un sentimento di coppia espresso con gesti e parole colmi di poesia ed emozioni, una toccante vicenda tragica di quelle che, da sempre, stimolano la mia fantasia e non solo la mia. Ma vediamo di osservare questa perla artistica un po’ più da vicino. L’epoca che fa da sfondo alla vicenda è quella del Giappone medievale, dei samurai, un universo di contrasti, versamenti di sangue, scontri tra clan rivali. Il protagonista, Shirô e il suo gruppo, vengono sorpresi ed aggrediti dagli uomini di Sôgetsu, dei briganti comuni. Gli aggressori hanno la meglio quando Fujimaru, il delizioso fratellino piccolo del protagonista, cade nelle loro mani e Shirô non può fare altro che arrendersi e consegnarsi al nemico. Inizia così una vertiginosa caduta nell’incubo. Shirô viene violentato da Sôgetsu e, cosa per lui ancor più devastante, assiste ad una scena terribile, nella quale il fratellino viene sottoposto, in lacrime, ad attenzioni decisamente perverse da parte di Renka, un bandito che veste abiti femminili, innamorato del capo. Così, con Fujimaru tenuto come ostaggio e minacciato di morte, Shirô non ha altra scelta se non quella di piegarsi (in tutti i sensi, costretto a prestare i propri servigi di guerriero e di amante), alle volontà di Sôgetsu. Spera almeno che, diventando egli stesso un bandito del gruppo, potrà accrescere la propria forza, fino al punto di sconfiggere il capo e riconquistare così la libertà per se stesso e per il fratellino. Passa così qualche anno e Shirô impazzisce d’angoscia quando scopre che Fujimaru, trasformatosi in un graziosissimo e delicato fanciullo dai tratti teneri ed effeminati, è diventato, contro la propria volontà, lo schiavo sessuale dell’intera banda, nonostante la protezione di Saizô, un membro del gruppo menomato da un handicap ad una gamba. Saizô non può fare molto per preservare il ragazzo dal suo triste destino ma, allorché Fujimaru tenta il suicidio, Saizô lo salva e i due si scoprono profondamente innamorati. La storia d’amore tra Saizô e Fujimaru è davvero troppo tenera e coinvolgente per chiunque è solito sciogliersi nell’assistere all’intenso romanticismo tra due maschietti ed ha quel finale tragico degno delle opere d’arte diventate pietre miliari nel nostro immaginario. Intanto Shirô, dopo aver scoperto la verità, rendendosi così conto che Sôgetsu non ha impedito che Fujimaru venisse toccato (come gli aveva promesso), compie una strage e… Non vi anticipiamo altro, per non rovinarvi proprio tutte le sorprese; aggiungiamo soltanto che, tra Shirô e Sôgetsu si instaura un rapporto vittima-carnefice complesso e contorto, nel quale la vittima non può fare a meno, al tempo stesso, di dipendere dal suo aguzzino in qualche modo, una dipendenza che il protagonista non riuscirà mai a cancellare, neanche quando riconquisterà la libertà. Riteniamo che la storia possa essere divisa in due sezioni nettamente distinte tra loro. La prima, più lunga e articolata in svariati capitoli, termina con la morte di Fujimaru e Saizô; la seconda, decisamente breve in confronto, è incentrata sul vagabondare di Shirô e sul suo breve ma intenso rapporto con Chihiro, un ragazzo che, per mantenere il fratellino Tatsuma, vende il proprio corpo, finendo spesso vittima di pesanti umiliazioni e soprusi. Shirô si invaghisce di lui anche e soprattutto per la forte somiglianza con Fujimaru e forse, nel rapporto tra i due fratelli, rivede un po’ se stesso e il proprio fratellino. Per il resto, vi invitiamo a scoprire da voi ciò che ancora resta da scoprire. Date le tematiche, dubitiamo che questo manga verrà mai tradotto e pubblicato nella nostra bigotta Italia, siamo quindi costretti ad affidarci ai siti di scanlations, ma di sicuro noi consigliamo di stringere tra le mani con orgoglio il volumetto originale giapponese^^
Personaggi
Shirô: nato in una famiglia di nobili di campagna, viene considerato figlio del demonio, per via dei suoi capelli rossi e del suo spirito eccessivamente combattivo, è quindi odiato da tutti e si teme che la sua esistenza possa portare disgrazia alla famiglia. Suo padre decide quindi di bandirlo ed inviarlo ad un tempio nel quale dovrà imparare a dominare il proprio temperamento sanguigno, mentre la successione familiare spetterà al piccolo Fujimaru. E’ proprio mentre Shirô si sta recando al tempio accompagnato da due samurai che viene attaccato dalla banda di Sôgetsu. Il suo punto debole, sotto la scorza omicida e violenta, è sicuramente il profondo (e in un certo senso non privo di ambiguità incestuosa) ed intenso affetto nei confronti del fratellino. Solo l’incontro con Chihiro riuscirà, dopo la morte di Fujimaru, a sciogliere nuovamente la durezza del suo cuore, anche se per poco.
Sôgetsu: Il personaggio negativo della situazione^^
Classico brigante senza scrupoli,
dedito al saccheggio, al sopruso, morbosamente attratto da Shirô forse
proprio per via dell’indole apparentemente violenta, rude ed indomabile che
vede in lui. Alla fine in realtà viene da chiedersi se anche il gelido
Sôgetsu, dentro di sé, non sia davvero capace di amare qualcuno^^
Kasumino diventa l'amante di Sôgetsu, come sostituto dello stesso Renka. Nel momento stesso in cui il bandito si rende conto, infatti, che il giovane effeminato prova per lui più che semplice ammirazione, senza pensarci due volte, lo ripudia, scegliendo Kasumino, una persona consapevole del proprio ruolo, soggetto alle regole .
Tatsuma e il fratello maggiore animano con la loro tenera presenza le ultime
pagine del manga^^ Tutte le immagini presenti in questa pagina sono ©Kazuma Kodaka |
SCANSIONI: PIN-UP: |